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Monforte d'Alba, accoglienza di lusso nelle langhe

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A Monforte d’Alba Ferruccio Ribezzo propone l’eccellenza

«Per far qualcosa di buono nella vita, bisogna fare ciò che più piace, altrimenti le cose si fanno senz’anima. Questo è insieme un segreto e una ricetta». È la filosofia alla base del lavoro di Ferruccio Ribezzo, un nome che – nelle Langhe – è sinonimo di produzioni di qualità e accoglienza turistica: dall’Antica Dispensa all’acetaia Monforte Acerba, dall’Hotel Villa Beccaris a Palazzo Martinengo, a Monforte d’Alba non mancano le proposte di eccellenza per l’accoglienza turistica.

L’avventura imprenditoriale di Ribezzo comincia a Monforte nel 1986 con Antica Dispensa, attività dedicata alla produzione di specialità gastronomiche di qualità, un sodalizio fra tradizione e innovazione. La gamma prodotta nelle due cascine dove ha sede l’azienda, splendidamente ristrutturate, è davvero variegata: antipasti, pasta, sughi, salse, dolci e creme, tutto all’insegna di una sapiente scelta delle materie prime, guidati dall’amore per una terra ricca e generosa come le Langhe.

Palazzo Martinengo, accogliente come lo sono le case di Langa, è uno spazio poliedrico e versatile, anche se lo abbiamo battezzato Venue pensandolo innanzitutto come luogo dedicato alla Moda: penso che questo territorio sia pronto per accogliere il Made in Italy di qualità.

«Dopo gli studi da enotecnico, ho cominciato a insegnare Esercitazione Agraria, all’Istituto Enologico di Alba. Contemporaneamente, lavoravo anche come consulente per alcuni produttori vinicoli del territorio, oltre che per la Comunità Europea, tenendo dei corsi di scolarizzazione per i vitivinicoltori. Era il 6 novembre 1992 quando decisi di farmi un regalo: andai dal Preside a rassegnare le mie dimissioni. Sentivo la necessità di cambiare: fu una mossa guidata dall’istinto. È così che mi sono potuto dedicare sempre più alla produzione di specialità gastronomiche, sviluppando nel frattempo anche altre idee».

Nel tempo, Antica Dispensa è cresciuta sempre più, coinvolgendo tutta la famiglia: Nadia, la moglie di Ferruccio, con eleganza e raffinatezza si occupa delle confezioni regalo e dell’oggettistica, mentre la freschezza del figlio Alberto ha portato alla nascita dell’acetaia Monforte Acerba, che produce aceti aromatici, delicati e corposi, con le due chicche degli aceti di vino da Barolo Docg e Roero Arneis Docg, che maturano in piccole botti di rovere e larice.

E per il futuro? «Per quanto riguarda il pastificio, dall’anno scorso abbiamo trasformato parte dello stabilimento attrezzandolo per produrre specialità dedicate alle persone intolleranti al glutine. Più in generale, invece, allargando il discorso ai nostri progetti futuri, va detto che il mercato si è modificato: a livello globale, stiamo attraversando un momento di crisi incredibile. Abbiamo discusso un’idea, con la mia famiglia: mantenendo la dimensione attuale, quindi senza accrescere i nostri volumi, stiamo pensando allo sviluppo di una produzione da destinare direttamente al turista nella sua veste di consumatore, veicolando in maniera diretta la produzione. Evitando passaggi intermedi pensiamo di poterci presentare meglio, trasferendo l’entusiasmo che mettiamo nella produzione direttamente al nostro interlocutore».

HOTEL VILLA BECCARIS

I nuovi progetti ai quali Ribezzo si è dedicato, oltre ad Antica Dispensa, si sono orientati soprattutto verso l’accoglienza turistica. Il 16 settembre 1997, in concomitanza con la prima edizione della manifestazione Cheese, a Bra, Ribezzo – insieme a Beppino Occelli, Ernesto e Anna Abbona – inaugura l’Hotel Villa Beccaris.

Villa di grande prestigio e dimora di charme, per l’epoca fu un’assoluta novità: «C’era questa struttura praticamente sotto casa mia, lasciata vuota da alcuni anni: da sempre pensavo che, con un minimo di lungimiranza, si potesse impiegare per l’ospitalità. Ora se ne vedono diverse, ma allora fui un precursore dei tempi: all’epoca il numero di posti letto sul territorio non arrivava a 4.000, oggi è più che triplicato. Tutto questo, senza un reale momento di cambiamento: anzi, la preservazione del nostro territorio e la semplice valorizzazione delle nostre tipicità hanno trainato il turismo. Paesaggio, vino, tartufo… Il miglior richiamo nelle Langhe, per i turisti, è quella che io definirei “la pancia”, cioè quell’insieme di sensazioni che portano il mondo intero a interessarsi alle nostre zone.

Avevo in mente un albergo che offrisse ospitalità di qualità, ma certo non pensavo che avrei collezionato personaggi importanti nei settori più disparati: a Villa Beccaris abbiamo ospitato il batterista dei Rolling Stones, il presidente della Boeing, un miliardario sudamericano ai vertici mondiali in virtù del suo patrimonio, il presidente di McDonald’s, alti dirigenti della Coca Cola che si sono divertiti a passeggiare nel nostro parco, politici, grandi interpreti del mondo della musica, attori hollywoodiani, turisti da tutto il mondo che hanno scelto Monforte per la loro permanenza nelle Langhe. Ma non solo: da qui partono per scoprire il territorio, e oltre alle nostre colline visitano Bra, Cherasco, Saluzzo, Torino, addirittura Milano.

La stragrande maggioranza dei nostri ospiti è di provenienza europea, in particolar modo Germania, Svizzera, Austria e Belgio, ma lavoriamo molto anche con gli italiani, e il passaparola fra i nostri ospiti è il nostro miglior biglietto da visita. Se poi andasse in porto la candidatura delle nostre colline all’inserimento nel Patrimonio mondiale dell’Unesco – un riconoscimento al genio contadino, a tutte quelle persone che con sacrifico hanno valorizzato questa terra –, sono convinto che ne gioverebbe l’intero comparto turistico piemontese. Abbiamo di fronte una straordinaria occasione, che porterebbe nella zona di Langhe, Roero e Monferrato un’altra tipologia di turisti: oltre a quelli motivati “dalla pancia”, anche quelli sensibili al richiamo proprio dei territori di grande pregio.

In ogni caso, per ogni tipologia di turista, il fascino di Villa Beccaris resterà immutato, mantenendo sempre la qualità nell’ospitalità. La nostra ambizione è quella di diventare sempre più “una casa, lontano da casa”.

Anche offrendo ai nostri ospiti un’atmosfera diversa: nel 2012, per le divise del nostro personale, ci siamo ispirati all’eleganza degli Anni Venti. E nel ristorante, a una certa ora spegnevamo luci lasciando che a illuminare l’ambiente fossero le candele, luci decisamente più emozionali, col giradischi che diffondeva la musica del vinile».

PALAZZO MARTINENGO

L’ultima idea – in ordine cronologico – proposta da Ribezzo ha portato alla ristrutturazione di Palazzo Martinengo, antico edificio fortificato di origine medioevale nel cuore di Monforte, restaurato ad arte per soddisfare le richieste di location e di spazi adatti ad accogliere eventi di varia natura. Cinque piani, i primi due dei quali occupati dalle “Sale dei Grifoni”, nove ambienti in totale, compresa una sala cinema attrezzata per proiezioni in HD. Scendendo si incontrano le vecchie cantine, molto luminose perché aperte a valle, che ospitano la parte dedicata alla ristorazione, con una modernissima cucina. Dopo quattro anni di lavori, la struttura ha aperto i battenti svelando gli ambienti interni, trasformati in luoghi emozionali dotati delle tecnologie più innovative, integrate nell’ambiente con grande discrezione.

«Gli impianti audio e video sono improntati alla domotica, così come l’illuminazione, che può essere classica tanto quanto dinamica, grazie ai faretti RGB, che permettono di proporre nove tonalità di colore per un numero incredibile di sfumature, aiutando a creare la giusta atmosfera a seconda del tipo di evento. Eventi, congressi, meeting, workshop, ma anche set fotografici e sfilate di moda: Palazzo Martinengo, accogliente come lo sono le case di Langa, è uno spazio poliedrico e versatile, anche se lo abbiamo battezzato Venue pensandolo innanzitutto come luogo dedicato alla Moda: penso che questo territorio sia pronto per accogliere il Made in Italy di qualità. Ed essendo in una terra particolarmente vocata, ricca di produttori di qualità, non poteva mancare il collegamento al mondo del vino. Offriamo infatti ai nostri ospiti la possibilità di degustare a bicchiere, con assoluta libertà di scelta, oltre 50 bottiglie di vino sempre aperte, grazie all’impiego dei distributori della società Enomatic, capaci di mantenere il vino nelle condizioni ideali di servizio, temperatura e conservazione.  Tutto avviene attraverso una wine card inserendo la quale si può accedere a un touch screen che presenta le caratteristiche di ciascun vino. Il chip elettronico di cui la carta è dotata immagazzina le informazioni, consentendo anche nel tempo di ricordare emozioni e sensazioni provate durante la degustazione. Oltre a questo, i nostri ospiti hanno la possibilità di entrare virtualmente nelle cantine dei produttori, venendo guidati dalla loro viva voce attraverso delle video-degustazioni. Per questo, devo dire grazie ai “Barolo Boys”, un gruppo straordinario di produttori, che dall’inizio ha creduto e tuttora sostiene questo mio progetto:  stiamo definendo i dettagli per un grande evento che Palazzo Martinengo ospiterà il 10 e l’11 maggio prossimi, con i produttori di Monforte che presenteranno qui i loro vini assieme ad alcuni vignaioli francesi e toscani, per un grande gemellaggio tra Barolo, Champagne e Brunello». 

Ultima modifica: Mercoledì, 10 Luglio 2013 10:03
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