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"Winter is coming": 5 cose da fare prima che arrivi l'inverno

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Le colline del Roero viste da Guarene (CN) Le colline del Roero viste da Guarene (CN)

Vivere le colline del Piemonte significa assecondare i ritmi delle stagioni e saper cogliere, di ciascuna, le caratteristiche uniche. Così, ogni periodo dell’anno assume un carattere particolare, un clima specifico, una serie tradizioni e di prodotti assaporabili per un lasso di tempo limitato.


Può sembrare una considerazione ovvia, ma non è così. In una società in cui tutto appare disponibile sempre e comunque, il concetto di stagionalità appare desueto, se non fastidioso. Saper cogliere il momento giusto per vivere un’avventura o gustare un prodotto della terra diventa allora un lusso per pochi, perché pochi hanno ancora la pazienza dell’attesa.

Ora che l’inverno sta lentamente conquistando le nostre giornate, noi di Wine Pass vogliamo invitarvi a cogliere le ultime occasioni rimaste per assaporare l’autunno piemontese, consigliandovi cinque esperienze imperdibili per fissare nella memoria e nel cuore una delle stagioni più ricche di sapori e colori dell’anno.

Prima cosa da fare - Menù al Tartufo

Risotto al tartufo

Photo by Blumwezi - CC License

Toglietevi uno sfizio e assaggiate il vero frutto dell'autunno: il tartufo bianco. In Piemonte questa è l'unica stagione in cui apprezzarlo nel suo splendore immacolato. Esigete solo tartufo bianco piemontese e "spolveratelo" su ogni cosa vi venga servita nel piatto: uova al tegamino, risotto, fonduta, tajarin, lardo e miele, flan di verdura, omlette, tartare di fassona, polenta con funghi... Ricordate solo di aggiungerlo a piatti belli caldi, in grado cioè di "sciogliere" l''umidità contenuta nel fungo ipogeo e far sprigionare il suo aroma inconfondibile.

Curiosità: il gelato al tartufo

Ebbene sì, lo hanno fatto. Per pochi giorni ancora ad Alba, presso la gelateria Darios (Via Vittorio Emanuele,22\c - Tel +39 0172 810033), è possibile assaggiare il gelato più caratteristico del Piemonte. Molti storcono il naso solo a sentirne parlare, ma noi lo abbiamo assaggiato ed è stata una sorpresa. È delicato e burroso, dal sapore avvolgente e caratteristico. È fatto con tartufo nero su di una base che assomiglia al fiordilatte: veramente gustoso e sorprendente, si abbina alla nocciola, al pistacchio e a tutte le creme con l’uovo. 

Seconda cosa da fare - Gita in bici sui colli del Barbaresco

Colline del Barbaresco

Photo by twincitieswine - CC License

Approfittate del sole e dell’aria pungente ma non ancora gelida per inforcare la bici e scorrazzare sulle colline del Barbaresco. La zona è bellissima: un susseguirsi di vigne eleganti, piccoli borghi, ristoranti raffinati e cantine eccezionali. Inoltre, la zona è defilata quanto basta perché le auto non siano un problema e il nebbiolo, che qui regna incontrastato, esibisce le sue foglie gialle screziate di porpora. Noi consigliamo di partire da Alba, raggiungere Barbaresco, poi Treiso e, infine, Mango per apprezzare la zona nella sua interezza. Giunti a Barbaresco, gettate uno sguardo in basso, dove scorre il fiume Tanaro: la luce disegna i colori dei boschi sull’acqua come in un dipinto ad olio appena tracciato.

P.S. Se non sapete che giro fare ecco il nostro itinerario: BARBARESCO BY BIKE

Terza cosa da fare - Il Tramonto di La Morra

La Morra Tramonto

Photo by uweihe1 CC License

In autunno, il tramonto oscilla tra le cinque e le sei del pomeriggio. Se arrivate per tempo a La Morra, dirigetevi in Piazza Castello. Il belvedere si affaccia ad Est: avrete perciò il sole alle spalle che si poserà su di un mare di colline in un susseguirsi infinito di creste, valli e borghi interrotto solo dall’orizzonte. La Morra è uno dei borghi più elevati della zona del Barolo. Oltre al panorama, godete delle sue stradine di porfido, le chiese barocche e le sue fornite vinerie.

Quarta cosa da fare - Bagna Cauda con gli amici

Bagna Cauda

Photo by robertamilano CC License

Volendo, la bagna cauda si può mangiare, in ogni periodo dell’anno. Ma approfittate dell’autunno per poterla accompagnare con le migliori verdure a disposizione. Al mercato si trovano ancora succosi peperoni, le ultime barbabietole, i topinambur e già si possono trovare i tipici ortaggi invernali come il cardo, la verza, l’insalata belga. La bagna cauda, accompagnata da un buon bicchiere di Barbera o Freisa, è il re piemontese dei piatti autunnali. Non a caso a fine novembre si celebra il Bagna Cauda Day in oltre cinquanta ristoranti in Langhe, Roero e Monferrato che, per tre giorni, propongono menù dedicati alla salsa più famosa.

Consiglio

La bagna cauda, per essere portata a tavola, si dispone in terrine di terracotta riscaldate, quelle da bourguignonne per intenderci, con un foro al di sotto per poterci piazzare una candela o una fiammella. Accade così che i fondi di bagna cauda arrostiscano per bene una volta che il più della salsa è stato divorato. Seguite una tradizione antica: prendete un uovo e gettatelo nella terrina arroventata: avrà un gusto unico. I più golosi possono anche grattarci sopra un po’ di tartufo!

Quinta cosa da fare - Funghi, castagne e pera madernassa

Funghi, castagne, pere madernassa

Photo by fontina CC License

Questi prodotti rappresentano l’apoteosi gastronomica dell’autunno. Rinunciate a tutto, ma non lasciatevi scappare funghi, castagne lumache e pere madernassa, gioielli dei boschi piemontesi.

Funghi. I funghi, in questa stagione, sono abbondanti e quasi tutti i ristoranti li servono con una certa frequenza. Fritti, nel risotto, con i tajarin o come intingolo per le carni (provateli con il coniglio!) sono sempre squisiti. Se volete portarveli a casa fate un salto nelle botteghe di specialità piemontesi: una su tutte, che consigliamo per qualità e quantità di prodotti è Inaudi, i cui punti vendita si trovano ad Alba, Borgo San Dalmazzo e Cuneo: funghi secchi, sott’olio, creme, salse, risotti e polente.

Castagne. Le castagne sono un altro toccasana. Frutto preziosissimo per le comunità rurali per la sua capacità di conservazione e l’alto apporto nutritivo (venivano fatte seccare e conservate per l’inverno), oggi le castagne hanno riscoperto una nuova giovinezza grazie al riconoscimento della Castagna di Cuneo IGP, che difende e valorizza le castagne di tutta la provincia. Le migliori provengono dalle valli montane e dai boschi dell’Alta Langa (Feisoglio era celebre per la loro coltivazione).

Pera Madernassa. Se facessimo un paragone con i vini, la Pera della Madernassa sarebbe il Barolo della sua categoria. Croccante e freschissima, dal gusto agrumato-floreale e leggermente tannico, questa varietà sta vivendo un momento di intensa riscoperta come ingrediente di alta cucina. Buonissima cruda, diventa eccezionale cotta nel vino e caramellata, secondo la tipica ricetta piemontese. La pera della Madernassa è coltivata nella zona di Alba, specialmente nel Roero tra Guarene e Vezza d’Alba dove esiste l’omologa località da cui trae il nome.

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