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Contenuto e contenitore, quando il vino incontra il design

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Sappiamo bene tutti che il vino è fatto di sostanza, colore, profumi, sapore e soprattutto poesia. Una delle caratteristiche intrinseche di cui il vino è però privo è la forma. Le necessità, quindi, di conservare intatto questo prezioso nettare affinché fosse comodamente trasportato per essere distribuito e commercializzato hanno richiesto fin dagli albori della cultura enoica riflessioni di natura pratica riguardanti il problema di come dargli una dimensione. Risolte queste richieste, la sua diffusione capillare e il mercato hanno imposto altre questioni dettate dalla comunicazione del prodotto, con il fine di conquistare e fidelizzare sempre di più il consumatore finale.

Ed ecco che qui si inserisce il Design nell’accezione più contemporanea e ampia del termine: come strumento del marketing (o meglio come elemento di promozione) e come espressione di un valore estetico che sottintende ed è affine alla qualità del prodotto (o meglio come elemento comunicativo).

Ad oggi con il termine wine design possiamo indicare tutte quelle azioni, progetti, e fenomeni di cultura visiva che riguardano il mondo del vino e sono studiati appositamente per ottimizzare la produzione, la promozione e il consumo del liquido amorfo e divino che tanto adoriamo. Le aree di interesse riguardano l’aspetto con cui si presenta (labeling & packaging), etichetta e contenitore o anche “abbigliaggio”, quindi gli accessori con cui viene servito e degustato (glassware e tableware in gergo anglosassone), i luoghi dove viene prodotto e le sue architetture, le campagne pubblicitarie e i progetti speciali, anche di arredo, che vengono realizzati per offrire un corollario di contenuti utili a rafforzare il prestigio o il mito di uno specifico marchio.

E negli ultimi anni un crescendo di esperienze progettuali concrete, con valenze multidisciplinari, ci permette di affermare che finalmente il vino non solo ha trovato una forma, bensì infinite e stupende dimensioni in continua evoluzione. Una mostra sarebbe di per sé limitata per esporre e contenere tutti i progetti già realizzati e quelli che ancora devono vedere la luce. Di seguito proviamo però a proporre alcuni esempi che si sono posti come pietre miliari, o perlomeno rappresentano un unicumnel loro contesto, o che lo hanno addirittura superato e ne sono usciti per narrare storie che hanno un solo punto di partenza comune: il vino.

 

Progetto: cantina domestica – wine storage
Titolo: Vertical Limit by Vevue Clicquot
Autore: Porsche Design

Un progetto dalle linee minimaliste, un totem elegante segnato da profili spiccatamente grafici che rimandano alla silhouette stilizzata di bottiglie accatastate una sull’altra. Ogni profilo un cassetto con apertura ad anta dal contenuto prezioso: un’annata millesimata dello champagne della maison francese. A salire, dal cassetto più basso a quello più alto un’indimenticabile degustazione verticale di bollicine. Solo un dubbio: se prosciugato possiede ancora il suo valore o è un vuoto a perdere?

 

Progetto: Show room & Wine shop 
Autore: Zaha Hadid per Vina Tondonia Lopez de Hereida 

Sito web: www.zaha-hadid.com

In Spagna, nella zona della Rioja, hanno capito da tempo che l’architettura è da considerarsi insieme al paesaggio come elemento di marketing per il vino e come incentivo al turismo enologico. A Logroño, Zaha Hadid per la Bodega Lopez de Hereida ha progettato – con il suo tratto decostruttivista – questo piccolo negozio, ispirandosi inequivocabilmente alle fattezze di un decanter senza rischiare di scadere nel ridicolo o nel grottesco. Attenzione quindi a non confondere l’edilizia con l’architettura.

 

 

Progetto: Decanter 
Titolo: Carafe n°5 

Autore: Etienne Meneau 
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Sito web: www.the-strange-decanter.blogspot.it

Il cosiddetto “paradosso francese” codificato nel 1992 dal ricercatore francese Serge Renaud dell’Università di Bordeaux, dimostra gli effetti positivi sul sistema cardiovascolare del consumo moderato del vino grazie al resveratrolo in esso contenuto, che ha un’azione antiossidante. Questo decanter di Etienne Meneau si sviluppa come la possibile ramificazione dell’apparato circolatorio. Bevete comunque responsabilmente.

 

 

Progetto: Pubblicità 
Autore: Agenzia Y&R 

Sito web: www.yr.com 

“Alfa Romeo promuove il godimento responsabile del vino. Anche quello della guida. Per godere appieno di entrambe le passioni, per favore, non mischiate mai le due cose”. è questo il testo di una pubblicità che sensibilizza il consumatore su un tema tragico. Se in un primo momento la frase ci pare arguta e simpatica, dopo arriva la riflessione più seria che penetra con intelligenza nel nostro corredo di responsabilità: quando beviamo e quando guidiamo.

 

 

Progetto: Etichetta 
Titolo: Tierra 

Autore: Eduardo del Fraile 

Sito web: www.eduardodelfraile.com

Il mondo delle etichette è bello perché è vario. Ci sono una miriade di progetti stupendi e ben riusciti. Cantine storiche, anno dopo anno, con piccoli impercettibili aggiustamenti riescono ad aggiornare la propria etichetta mantenendo un’estetica intramontabile e al passo coi tempi. Nuovi marchi si affidano a grafici che riescono a produrre etichette accattivanti. In questo caso abbiamo scelto un progetto estremo: lo spagnolo Eduardo del Fraile ha immaginato questa etichetta “Tierra” come pura espressione del terroir di un vino. Più di cosi è impossibile!

 

 

 

 

 

Progetto: Campanello 
Titolo: Bottoms Up 

Autore: Peter Van Der Jagt per Droog Design 

Sito web: www.petervanderjagt.com

Un vero WINEPASSionate non può non averlo in casa per sapere chi c’è alla propria porta. Magari il corriere, con qualche fine bottiglia d’annata. Si installa per sostituire il fastidioso tono metallico del proprio citofono: una volta che l’ospite preme il campanello, la bobina elettrica fa vibrare il martelletto sul corpo dei bicchieri rovesciati, che riproducono e quindi amplificano il magico suono di un brindisi. Musica per le nostre orecchie. Cin cin e benvenuti!

 

Progetto: Wine shop 
Autore: Arthur Casas per Mistral Wine Shop 

Sito web: www.arthurcasas.com

Quelli che definiamo mercati terzi hanno un potenziale di spesa e un interesse sempre più alto nei confronti del vino. In Brasile, a San Paolo, l’architetto Arthur Casas ha realizzato l’interior design di Mistral, un wine shop che, grazie a questo progetto ben riuscito, ha ottenuto le principali pagine delle riviste specializzate e non. Per scegliere e degustare un vino, creare la scena è fondamentale.

 

Progetto: Bicchieri 
Titolo: Seven Deadly Glasses 

Autore: Kacperhamilton 

Sito web: www.kacperhamilton.com

Sette bicchieri ispirati ai sette vizi capitali. Evidentemente chi apprezza il vino, per indole, li commette tutti… Realizzati in cristallo da maestranze artigiane, possiedono un’appropriata allure gotica e barocca e chiaramente sono fatti per punire e non per premiare le menti peccaminose. Ogni tipologia di peccatore incallito trova il proprio bicchiere che, per analogia o contrappasso dantesco, permette di degustare il vino a proprio rischio e pericolo.

 

 

 

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