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Sui passi della fede, il Sentiero del Sacro Monte dei Piloni

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Le Rocche del Roero rappresentano uno straordinario unicum naturalistico e paesaggistico: sono il frutto di un singolare fenomeno di erosione a seguito della "cattura" del fiume Tanaro in epoca interglaciale, che ha dato luce alla labirintica e spettacolare serie di gole e forre che – da Pocapaglia a Montà – costituisce l'ossatura di un territorio assolutamente unico. Il percorso che vi proponiamo in questa affascinante cornice è il Sentiero Religioso, che in circa due ore di tempo ripercorre l'antico percorso dei pellegrini che dal centro cittadino di Montà d'Alba va al Sacro Monte dei Piloni.


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Le Rocche sono anche un luogo dove permangono tuttora memorie della vita e del lavoro tradizionale, in cui le attività umane hanno interagito nel corso degli anni con il territorio. A tutelare questo connubio di natura e tradizione, a partire dal 2003, è l'Ecomuseo delle Rocche del Roero, con sede a Montà, dove Olga e Valentina saranno a vostra disposizione per tutte le informazioni utili sulle moltissime proposte della Sinistra Tanaro. Senza allontanarsi dal Comune roerino, sono 5 i Sentieri tematici ad anello – tutti palinati – lungo i quali potrete avventurarvi, muniti di cartina, scarpe adatte alle escursioni su fondi sconnessi, bastone o racchette.

La nostra prima proposta riguarda il Sentiero Religioso, che in circa due ore di tempo ripercorre l'antico percorso dei pellegrini che dal centro cittadino va al Sacro Monte dei Piloni (il più piccolo sacro monte piemontese, immerso tra vigneti e pini silvestri) e ritorna in paese attraverso lo straordinario paesaggio naturalistico della Valle Diana e del Rio Canneto. Un itinerario che ripropone l'esperienza che ha visto lungo i secoli uomini e donne del Roero indirizzare i loro passi alla sacralità del Santuario dei Piloni (XVIII secolo), che gode di un panorama a 360° sulle colline circostanti. 

Il Santuario dei Piloni

Parcheggiata l'auto in piazza Vittorio Veneto a Montà d'Alba, proseguite su via Santuario, che – passando in corrispondenza di località Bertolini e della vecchia fornace dismessa – giunge fino alla borgata Laione.

Il sentiero si inerpica in salita su rilievi collinari coltivati a vite, e il tratto successivo, che coincide per ampia parte con il Grande Sentiero delle Rocche S1, giunge al Santuario, dove si snoda il percorso della Via Crucis, che per le sue peculiarità storiche, religiose e architettoniche è stato dichiarato patrimonio dell'Unesco.

Ad aprire la camminata, la Chiesa romanica dei SS. Giacomo e Filippo minore, costruita su un sito frequentato già per culto in età romana, oggetto nel corso dei secoli di numerose modifiche. Proprio di fronte alla chiesa, ecco la Grotta dell'Agonia, costruita nel 1933 in occasione del 19° centenario della Redenzione. Ammirate quindi le tredici cappelle esagonali con gruppi statuari, i "Piloni", appunto, che danno il nome al Sacro Monte: le edicole della Via Crucis originariamente erette nel 1775 vennero gradualmente abbattute e sostituite, in posizione più arretrata, dalle attuali cappelle contenenti i gruppi statuari.

Meta finale di questo pellegrinaggio, il sito della cappella campestre del Santo Sepolcro. La cappella presenta una pianta ottagonale con porticato arcuato tutt'intorno e tetto in coppi; l'interno è interamente occupato dal gruppo statuario Compianto sul Cristo Morto, col Cristo settecentesco chiuso in una teca in vetro trasparente.

Cappella del Santo Sepolcro

A differenza della documentazione storica, la tradizione fa risalire l'erezione della cappella a svariati eventi di devozione. Un racconto la vorrebbe edificata da un pio monaco reduce da lunghi pellegrinaggi in Terrasanta; un'altro, all'epoca delle crociate, narra che fu costruita sull'altura ancora fortificata da mura romane, sopra i ruderi di un tempietto pagano dedicato a Diana. Su questo impianto si sviluppa una terza leggenda che ritiene la cappella sia stata voluta per ospitare la statua del Cristo deposto nell'urna scolpita in legno d'ulivo della Palestina, dono votivo di un cavaliere reduce delle Crociate. Altra leggenda ancora motiva la ricostruzione della chiesa nel 1774 col ritrovamento miracoloso di un quadro della Beata Vergine.

Quale che sia la storia, tra boschi di pini silvestri, castagneti secolari, sulla terrazza delle Rocche e poi attraverso una vallata selvaggia il Sentiero Religioso prosegue per tornare in direzione Montà, percorrendo parte della Valle Diana, che deve il suo nome all'antico culto per la Dea della caccia.

Attraversando una zona umida giunge nel punto di attraversamento del Rio Canneto, dove inizia la coincidenza con il primo tratto del Sentiero dell'Apicoltura, risalendo quindi su scalinate in legno e inoltrandosi nell'area a pioppeto, dove è ubicato il Ciàbot Calorio. Risalendo il versante sud della Valle Diana, arrivate infine all'imbocco di via Mossello e da qui in piazza Vittorio Veneto, chiudendo l'anello nel cuore del paese.

Il sentiero in breve

Mezzo di locomozione consigliato: A piedi
Partenza e arrivo: Montà d'Alba (CN)
Lunghezza: 5,7 km
Wine Plus: paesaggio unico, caratterizzato da boschi e rocche
Vino consigliato: Langhe Favorita Doc (il vitigno della Favorita è originario del Roero)

Ultima modifica: Giovedì, 29 Agosto 2013 12:47
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