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La strada Reale dei vini

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Il Canavese  - l'area collinare a Nord-Est di Torino - racchiude un’infinità di piccoli tesori culturali e naturali. Scopriteli attraverso la strada che portava da Ivrea alla Valle d’Aosta: castelli, enogastronomia, vino, storia e bellezze paesaggistiche.


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Il percorso che vi proponiamo si sviluppa tra da Carema e Caluso, passando attraverso Ivrea e i castelli della zona. È un pezzo della Strada Reale dei vini torinesi, percorso che si snoda per oltre 600 km attraverso 4 aree del Canavese, della Collina Torinese, del Pinerolese e della Val Susa, dove apprezzare le 25 Doc prodotte dagli 11 vitigni caratteristici della zona. L’itinerario può essere percorso in entrambi i sensi, da Nord a Sud o da Sud a Nord in base al vostro punto di partenza.

Se partite da Carema, non dimenticate di visitare la città famosa per produrre l’omonimo vino: il Carema Doc. Ammirate i vigneti terrazzati sui dorsi della montagna, famosi per essere scanditi da muretti di sostegno e schiere di pilastrini in pietra di forma tronco-conica (pilon) su cui poggiano i graticci che sorreggono le viti. Per mangiare fate sosta alla Trattoria Ramo Verde, gioiello di semplicità e sapori (Via Torino, 42, Tel. +39 0125 811327) e alla Cantina dei Produttori di Nebbiolo di Carema per una scorta di vini dall’ottimo rapporto qualità-prezzo. Un consiglio sugli acquisti? Il Carema Carema Etichetta Bianca, premiato con i tre bicchieri del Gambero dal 2007.

Ora imboccate la statale 26 per Ivrea. Prima di raggiungere la capitale del Canavese, fermatevi al Castello di Montalto Dora, risalente alla metà del XII secolo, oggi proprietà privata. Questo imponente maniero fungeva da posto di guardia lungo la strada che conduce in Valle d’Aosta e nel corso dei secoli ha subito molteplici attacchi, specie dalle truppe francesi in guerra contro i Savoia. Ogni seconda domenica di novembre a Montalto si svolge la Sagra del Cavolo Verza, ortaggio celebre in tutto il Canavese che viene utilizzato per la zuppa 'd pan e còj («zuppa di pane e cavoli») e come accompagnamento per la bagna càuda. 

Dopo Montaldo imboccate la strada per i laghi d’Ivrea. I parchi attorno ai laghi sono attrezzati per escursioni a piedi e in mountain bike e la bellezza dei posti meriterebbe più d’una giornata alla scoperta di paesaggi inediti ed incontaminati.

Se decidete di proseguire, vi consigliamo di fermarvi nel capoluogo della zona. Città di fondazione romana, Ivrea ha intrecciato la sua storia con quella della famiglia Olivetti e della grande industria di macchine per scrivere e computer. All’indomani del declino olivettiano, la città cerca una nuova identità, basata anche sull’offerta culturale. Da non perdere il Duomo di piazza Castello con il sarcofago di Caio Atecio Valerio, questore, risalente alla seconda metà del I secolo. Interessanti dal punto di vista storico i numerosi ponti che attraversano la Dora Baltea. Ma ciò che rende Ivrea celebre nel mondo è suo il Carnevale, con la suggestiva e partecipata Battaglia delle Arance. 

A Ivrea non mancate la Pasticceria Balla, celebre per la fantastica «Torta ‘900», apoteosi di crema al cioccolato e pan di spagna, e, per i vini, l’azienda agricola Ferrando (Via Torino, 599°, Tel. +39 0125 633550), produttrice di rinomati vini.

Il viaggio lungo i manieri dei Savoia prosegue per Pavone Canavese, pochi chilometri a Sud Ovest di Ivrea in direzione di Torino. Qui sorge il Castello di Pavone, uno dei  più scenografici e suggestivi d’Italia: le mura di cinta, il mastio e la cappella risalgono al X secolo. Il castello fu restaurato alla fine dell’Ottocento dal celebre architetto Alfredo d'Andrade e oggi ospita un ristorante e un hotel di lusso.

Il viaggio può proseguire verso il castello di Masino, con una visita alle sue bellissime scuderie settecentesche e al Museo delle carrozze. Masino si raggiunge proseguendo per Caravino. Il castello, di origine medioevale, fu ricostruito come dimora aristocratica nel ‘600 e appartenne alla famiglia Valperga, che vanta il Re Arduino come nobile antenato. Da qui, concedetevi una deviazione verso Roppolo, distante poco più di 15 km. Nei locali del castello, altra perla della zona, sorge l’Enoteca Regionale della Serra che propone decine di etichette locali dalle colline del Torinese e dell’Alto Piemonte, nonché degustazioni e attività lungo tutto il corso dell’anno.

Ultima tappa del viaggio non può che essere Caluso, cittadina celebre per l’Erbaluce, uno dei grandi  - e purtroppo sconosciuti - bianchi del Piemonte, dal colore brillante e il gusto sapido e freschissimo. D’obbligo una tappa alla Cooperativa dei Produttori di Erbaluce di Caluso e all’Enoteca Regionale dei vini della Provincia di Torino. Se volete soggiornare nei dintorni, infine, vi consigliamo la Tenuta Roletto, a Cuceglio (Via Porta Pia 69/71, Tel +39 0124492293), luminoso complesso agrituristico dove si soggiorna tra vigneti e degustazioni di qualità.

Ultima modifica: Martedì, 02 Dicembre 2014 18:52
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