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La XV edizione dell’Asta del Barolo sfiora i 30.000 euro

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La Ciau del Tornavento. Foto da www.laciaudeltornavento.it La Ciau del Tornavento. Foto da www.laciaudeltornavento.it

Dodici produttori, venticinque lotti per un totale di ottanta bottiglie andate all’asta: ecco i numeri della XV edizione dell’Asta del Barolo


L’asta, organizzata dall’Accademia del Barolo, che riunisce dodici tra le più prestigiose aziende delle Langhe - Azelia, Cordero di Montezemolo, Damilano, Franco M. Martinetti, Luciano Sandrone, Michele Chiarlo, Paolo Scavino, Poderi Gianni Gagliardo, Poderi Luigi Einaudi, Pio Cesare, Prunotto e Vietti – ha incassato quest’anno 28.630 mila euro, grazie anche ai collegamenti da Hong Kong e Dubai.

L’affluenza di pubblico, anche dall’estero, è stata superiore agli scorsi anni, a testimoniare l’interesse crescente nei confronti del Barolo. In sala presenti 16 membri della Hong Kong Wine Society, giornalisti della stampa italiana ed estera e volti famosi del mondo del vino, come Luca Gardini e Adua Villa.

Una menzione particolare va agli ultimi due lotti, che sono stati battuti per beneficienza. Sei bottiglie di barolo di Cordero di Montezemolo, Damilano, Michele Chiarlo, Poderi Gianni Gagliardo, Paolo Scavino e Prunotto, sono state battute a 2.500 euro e il ricavato è andato alla Collina degli Elfi di Govone (CN), mentre alla Marco Berry Onlus – Magic for Children sono andati 3.000 euro grazie a sei baroli delle aziende Azelia, Luciano Sandrone, Franco Martinetti, Pio Cesare, Vietti e Poderi Luigi Einaudi.

Il barolo è stato oggetto non solo dell’Asta, ma anche di approfondimenti relativi al consumo di questo vino. Ormai è stata sdoganata l’idea che il barolo è un vino da bere solo nelle grandi occasioni, anche grazie agli abbinamenti proposti da grandi chef internazionali, fra tutti i fratelli Alajmo, chef de Le Calandre, ristorante tre stelle di Sarmeola di Rubano, che in occasione del pranzo dell’Asta hanno proposto il seguente menu in abbinamento al barolo 2010

L’Asta è stata anche un’occasione per presentare l’annata 2010 che ha visto un inverno un po’ più lungo del canonico, protraendosi fino a marzo, con una primavera poco favorevole a causa di piogge e freddo. Maggiore stabilità è avvenuta a settembre, con giornate più calde e notti ventilate che hanno permesso una buona maturazione delle uve Nebbiolo da Barolo. Il Barolo 2010 non sarà quindi, ricordato per la potenza, quanto per l’eleganza, accompagnata da una buona struttura complessiva e una concreta capacità di resistere al tempo.

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