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Strevi

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Strevi è un solo paese, ma in realtà sembrano due. Diviso nel borgo di sotto e in quello di sopra dalla statale 30 come da un colpo di accetta,  questo piccolo centro a due passi da Acqui Terme si annuncia con l’imponente loggiato del suo castello e gli alti bastioni della mura, circondato da una vegetazione rigogliosa: boschi, frutteti e vigne. 

La parte bassa è composta da un fitto reticolo di strade e cortili, al cui centro si trova la chiesa della Confraternita della Santissima Trinità. Le casa basse con i tetti di tegole rosse e l’assenza di negozi rendono questa zona un luogo di tranquillità assoluta. Qui hanno sede alcune prestigiose aziende vinicole, come la cantina Vigne Regali, nelle vicinanze della stazione ferroviaria, o la Cantina del Moscato, sulla statale che porta ad Acqui. Durante il mese di giugno, nel borgo inferiore, si tiene la Sagra Septebrium, che per questo paese, famoso per la qualità del suo Moscato, rappresenta l’appuntamento più importante dell’anno. La festa ha origine dalla leggenda sull’antico nome di Strevi, Septebrium, che deriverebbe dall’unione delle parole latine septe (sette) ed ebrium (ebbri): i sette in questione sarebbero i fratelli amanti del vino che fondarono il paese. Avrebbe origine da questa circostanza anche la raffigurazione delle sette coppe di vino che compaiono sullo stemma di Strevi.  Il programma della manifestazione prevede principalmente assaggi e degustazioni dei migliori prodotti del territorio, primo fra tutti il Moscato Passito della valle Bagnario, che di recente ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata ed è divenuto presidio Slow Food.

Percorrendo via Garibaldi, si comincia a salire verso la parte alta, fino alla scalinata intitolata a Fabrizio Porta, medico del paese ed eroe di una delle pagine più importanti della storia di Strevi: la sollevazione popolare contro i dominatori francesi del 1799, durante la quale gli abitanti cacciarono gli invasori dal paese. Il villaggio fu saccheggiato e in parte incendiato per essersi ribellato al dominatore transalpino; molti furono fucilati, fra cui lo stesso Porta.

Proseguendo nella visita al paese, attraversate la statale 30 e continuate verso la parte alta: vi attenderà una salita parallela ai bastioni e alle mura di cinta che delimitano il borgo, salita ripida ma ombreggiata da maestosi ippocastani. Attraversate la porta ad arco in mattoni rossi e arriverete su piazza Matteotti, che offre immediatamente allo sguardo la chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, la più importante del paese. E’ un’opera architettonica molto particolare, inserita nella cinta muraria, voluta dai Marchesi del Monferrato nel XV secolo, incorporandone addirittura un torrione, divenuto abside. Notevolmente rimaneggiata nel XVII secolo, è in quel periodo che assume l’attuale conformazione barocca.

Sulla stessa piazza, di fronte alla chiesa parrocchiale, il castello dei Marchesi Serra, oggi sede del Municipio. Di origine medioevale, fu quasi completamente riedificato nel primo decennio del XVII secolo. Oggi possiamo ammirare l’imponente scalone in pietra e l’altissimo loggiato, sul quale poggia la terrazza panoramica che permette di scorgere in un solo splendido colpo d’occhio la parte bassa del paese e la valle che lo ospita, con le distese di vigne e campi coltivati a frutteto.

Superata piazza Matteotti, via Seghini Strambi ci porta in piazza Vittorio Emanuele attraverso un curioso ponte, sotto il quale osserviamo un antico fossato, scavato per garantire la sicurezza del paese, oggi trasformato in campo di bocce. Piazza Vittorio Emanuele è il punto di ritrovo degli strevesi residenti al borgo superiore; qui si affacciano alcune tra le maggiori realtà commerciali e artigianali: potrete assaggiare gli ottimi grissini e gli amaretti “tutta mandorla” della pasticceria Pesce o degustare il rinomato Moscato della casa vinicola Marenco, una delle più importanti e antiche del paese. 

Recuperando la statale per Acqui, non possono mancare una visita “Da Lia e Piera”, dove potrete assaggiare la pasta fresca “regina di Strevi”, e una degustazione di Moscato all’ottima enoteca Enoteck House. Oppure, restando nella parte alta, osserverete il paese diradarsi progressivamente, lasciando il sopravvento alla campagna, con piccole strade in salita che si perdono tra le colline. Merita una menzione la cappella di Pineto (vedi itinerario), piccola chiesetta novecentesca: sorge in cima ad una collina ricca di vigneti di moscato che domina l’intera valle.

     

    Ultima modifica: Sabato, 01 Dicembre 2012 20:07
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